giovedì 11 novembre 2010

Solidarietà

MALTEMPO
SOLIDARIETA' AGLI ALLUVIONATI

È attivo il numero 45501 per la raccolta di donazioni da destinare agli alluvionati del Veneto, donazioni di 2 euro per ogni sms inviato e per ogni chiamata da rete fissa Telecom Italia. Tutto quanto sarà introitato per questo tramite confluirà nel fondo gestito dal commissariato per l'alluvione da me (Luca Zaia) diretto.

Attraverso un sms vuoto al 45501 i clienti Telecom/Tim, Vodafone, Wind e "3" possono versare 2 euro per contribuire alla raccolta di fondi per i danni provocati dall'alluvione. A tutti coloro che vorranno partecipare all'iniziativa garantisco (Luca Zaia) fin d'ora che il loro contributo sarà gestito con oculatezza e totale trasparenza, dando puntuale informazione sulle modalità d'utilizzo. Sarà un segnale di fraternità che apprezzeremo, certi come siamo che, quando in una casa c'è un problema così grave, ci si debba aspettare l'aiuto delle istituzioni, ma anche quello del vicino.

La Regione del Veneto ha anche istituito il conto corrente di solidarietà per le popolazioni alluvionate presso il proprio tesoriere Unicredit Banca Spa.
Chiunque lo desideri, può contribuire effettuando un versamento con le seguenti coordinate:

Intestazione:
"Regione Veneto - Emergenza Alluvione novembre 2010"
codice IBAN: IT 62 D 02008 02017 000101116078

mercoledì 10 novembre 2010

Vietato



Luogli sensibili, vietato fotografare.

La vita del fotografo è sempre più difficile, parlando di ambiente esterno (inteso come non da studio) e quindi del tipo di fotografia che più ci interessa.
Oltre alle più o meno logiche paure privacy/terroristiche che vietano di fotografare luoghi sensibili (anche supermercati . . . ) o persone riconoscibili senza consenso, tale divieto viene progressivamente esteso anche a tutti i luoghi d'arte e cultura di cui il nostro paese è ricco.
E' sempre più difficile trovare chiese o altri luoghi dove al (logico) divieto di fotografare con il flash si è sostituito un ben più ferreo (e meno logico) divieto assoluto di fotografare, arrivando al ridicolo paradosso scatenato da un misto alcuni anni fa con una legge (invero mai abolita) che tra le righe poteva addirittura vietare qualsiasi tipo di ripresa video/fotografica in qualsiasi ambiente pubblico . .  .  sembra che addirittura qualcuno (preso da evidente follia) sia arrivato a sequestrare le macchina fotografiche ai giapponesi in Piazza S. Marco a Venezia!

Dato che non esistono motivazioni logiche per impedire ad un fotoamatore di scattare delle foto ricordo del luogo che visita, magari giungendo da molto lontano, ovviamente vietandone l'uso commerciale, e prendendo in considerazione il progressivo aumento della "potenzialità" fotografica grazie alla diffusione della tecnologia digitale, viene spontaneo chiedersi il perché di tali divieti.

La risposta è semplice, motivazioni economiche.
Risposta che non può essere diversa analizzando due importanti fattori, in primis perché in molti luoghi richiedendo l'autorizzazione e pagando qualche centinaio di euro il permesso viene accordato e secondariamente perché di solito alla fine di un qualsiasi percorso museale o artistico/religioso esiste sempre un negozietto che vende le guide del luogo corredate di splendide fotografie.

E quindi?
E quindi ben poco si può fare visto che il divieto esiste e che inoltre è fatto rispettare da solerti custodi, chissà quanto costano allo stato.
Suggerimento, non comprare nulla in quei luoghi dove è vietato fotografare e addirittura non entrare dove si paga il biglietto a fronte di un divieto di fotografare.
Non serve a nulla? Io non credo e comunque mi fa stare bene con me stesso!

Norme e regole

venerdì 15 ottobre 2010

Lungo Sile


Lungo Sile Antonio Mattei
Tra le immagini che ho catturato con la mia camera lungo il Sile, oggi a Treviso, eccone una tra le più piacevoli. Due giovani impegnate a conversare, andando di buon passo con le carrozzine.
Un’immagine quasi rubata, ma per gioire. Mi hanno distratto dall’osservazione di quanto accadeva sulla superficie del fiume. Un percorso vicino a casa, gradevole con il sole. Incontrano cigni, anatre, gallinelle d’acqua, passanti semplicemente in transito, altre persone in sosta, a scoprire per quale ragione. Tre bancari con le mani ficcate in tasca, al rientro da una pausa caffè, un po’ lunga, ma pare discutano di argomenti professionali.
Un miscuglio tra natura e persone, perché il tragitto sia percorso in compagnia.

Mappa.

Introduzione a Le·mie·mappe

Introduzione a Le·mie·mappe

martedì 12 ottobre 2010

Codice 02

Sintesi del post: Agenzia delle Entrate, Brunetta, carriera, Centro, cittadino, Codice 02, contribuente, credito d'imposta, creditore, italiadeicomuni, Mario Malaguti, non buona amministrazione, Pescara, pubblica amministrazione, responsabilità, rimborso, sconosciuto.
Quasi in ordine in:
Codice 02 lo sconosciuto italiadeicomuni.org

Può migliorare

venerdì 8 ottobre 2010

A gloria


A gloria degli insegnanti e dei presidi che insegnano a Treviso, del Sindaco e della Giunta, per questo spettacolo che ha caratterizzato il Monumento ai Caduti in Piazza della Vittoria a Treviso.
Segnalo che nella prima mattinata ho telefonato al Pronto intervento dei Vigili Urbani, il Corpo quasi sempre assente, almeno in Piazza della Vittoria, ottenendo per risposta: "Se ne occupa la Polizia, siamo tutti occupati e non ci è possibile intervenire" Erano circa le 9 e 30; la foto è delle 12 e 20.
Grazie e scusate il disturbo per aver segnalato una violazione.

sabato 25 settembre 2010

Bocciatura


Altro che carenza di parcheggi: secondo i dati elaborati dal sistema di rilevamento I-Park, in città ce ne sono pure troppi. Mediamente, ogni giorno, solo il sessanta per cento dei posti presenti dentro le Mura viene occupato. Ci sono poi delle aree che definire sotto utilizzate è poco. Città Giardino risulta sfruttata solo al quaranta per cento delle sue possibilità e ciò significa che oltre la metà dei suoi parcheggi rimane vuota. Per fare un esempio: solo il 34 per cento dei parcheggi di via Filzi sono stati utilizzati nei giorni di luglio, mentre ad agosto la media è scesa al 25 per cento. E nei mesi primaverili il tasso di occupazione non ha mai oltrepassato il 40 per cento. Stesso discorso per il parcheggio a raso accanto alla stazione dei treni, quello che dovrebbe essere cancellato per ospitare il multipiano Ferro-Park, se e quando l'iter burocratico si sbloccherà: ogni giorno solo il 30 per cento dei suoi posti risulta occupato. I parcheggi presi d'assalto, se così si può dire, sono invece quelli delle piazze. Le più frequentate, piazza Vittoria e piazza Duomo, non arrivano però al 70 per cento di utilizzo quotidiano. Tutti i dati si riferiscono ai tradizionali orari di parcheggio: dalle 8 alle 13 e dalle 15 alle 20. L'analisi della situazione spinge quindi in una direzione: verso la bocciatura del parcheggio sotterraneo in Piazza Vittoria (che a Ca’ Sugana non vuole praticamente nessuno) e delle richieste di più posti per le auto da parte di molti commercianti. «In città parcheggi liberi ce ne sono», osserva l'assessore al bilancio Fulvio Zugno. Vittorio Zanini, assessore alla mobilità, riferendosi alle tante petizioni che circolano in città contro la pedonalizzazione e per chiedere più servizi e parcheggi, dice: «Terremo conto delle esigenze di tutti, però vedo i commercianti uno contro l'altro armati, mentre la cittadinanza è vicina alle nostre aspirazioni». Intanto da questa mattina e fino a sabato prossimo in città (a piazza Vittoria, piazza Duomo, piazza Matteotti e piazza dei Signori) ci saranno dei gazebo dell'Actt per spiegare tutte le modalità di pagamento e di abbonamento disponibili per l'I-park.
Paolo Calia su Il Gazzettino.

lunedì 20 settembre 2010

Uomo

I governi. Tante parole, pochi fatti. Nei miei 70 anni niente di cambiato su queste realtà che non so più come qualificare. Ho provato a prestare il mio tempo in volontariato: ho capito realtà che non so definire altro che truffe di pochi. Ho protestato e ho perso. Sono considerato elemento scomodo. Intanto vivo tra indifferenza e incoscienza generalizzata. Al massimo aderiamo alla campagna pro . . . di turno. E poi? Da solo conto quasi zero. Ho possibilità diverse da arrivare a decisioni pazze tipo San Francesco? Sì, ho un'unica possibilità. Esporla pare una bestemmia, non lo è! Ho la pretesa di vivere al meglio possibile e la coscienza che sono limitato dai miei simili che, nella loro realtà, non hanno speranza. Chi determina la mia limitazione e quella dei disperati, mi sta vicino, anzi vicinissimo, mangia il pane a tradimento. Espressione che sta a significare che non fa quanto dovrebbe. Individuiamo questi vicini e prendiamo coscienza della necessità di contrastarli in crescendo togliendo loro l'ossigeno. Se io e non il mio governo, se i fatti di cui mi occupo io nel mio quotidiano sono onesti con me stesso, i diritti umani diventeranno una conquista che avrò conseguita io e favorita per tutti i miei simili.
Io posso stare bene solo se tutti intorno a me possono almeno iniziare a stare meglio nella realtà in cui versano.
Non ha senso pratico imputare omissioni ai governi se nel mio quotidiano non sono uomo.

domenica 19 settembre 2010

Consièr


El consièr, il condimento in trevisano arcaico.
Mi pare titolo appropriato per il primo post di questo blog voluto realizzare sugli ultimi minuti del giorno di registrazione dello stesso blog.