lunedì 20 settembre 2010

Uomo

I governi. Tante parole, pochi fatti. Nei miei 70 anni niente di cambiato su queste realtà che non so più come qualificare. Ho provato a prestare il mio tempo in volontariato: ho capito realtà che non so definire altro che truffe di pochi. Ho protestato e ho perso. Sono considerato elemento scomodo. Intanto vivo tra indifferenza e incoscienza generalizzata. Al massimo aderiamo alla campagna pro . . . di turno. E poi? Da solo conto quasi zero. Ho possibilità diverse da arrivare a decisioni pazze tipo San Francesco? Sì, ho un'unica possibilità. Esporla pare una bestemmia, non lo è! Ho la pretesa di vivere al meglio possibile e la coscienza che sono limitato dai miei simili che, nella loro realtà, non hanno speranza. Chi determina la mia limitazione e quella dei disperati, mi sta vicino, anzi vicinissimo, mangia il pane a tradimento. Espressione che sta a significare che non fa quanto dovrebbe. Individuiamo questi vicini e prendiamo coscienza della necessità di contrastarli in crescendo togliendo loro l'ossigeno. Se io e non il mio governo, se i fatti di cui mi occupo io nel mio quotidiano sono onesti con me stesso, i diritti umani diventeranno una conquista che avrò conseguita io e favorita per tutti i miei simili.
Io posso stare bene solo se tutti intorno a me possono almeno iniziare a stare meglio nella realtà in cui versano.
Non ha senso pratico imputare omissioni ai governi se nel mio quotidiano non sono uomo.

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