domenica 15 maggio 2011

Giovani

E se questa aspirazione partisse da oggi per ciascuna prossima elezione amministrativa?
Il momento dei giovani!



Una ciliegia tira l'altra!

Mi illudo che sia possibile sollecitare le famiglie dei cittadini comuni con l'esortazione a fare quanto basta per attingere alla politica di casa e in essa realizzare soluzioni transitorie per i giovani, supportati da giovani e dalle loro famiglie, quanto più allargate possibile.
I giovani devono acquisire dalla pratica tutte le esperienze che servono per vivere. Perché non occuparsi anche di politica in periodi alterni, assolutamente non continuativi, nell'attività di governo o di opposizione?
Notoriamente l'attività politica è retribuita, e pare anche bene, o molto bene. Allora perché i genitori di primo e secondo grado non optano per occupare i loro giovani? E perché tra i giovani non si crea alternanza, in principal modo per individuare con i risultati della buona amministrazione i più dotati? Quelli da riproporre in incarichi successivi, di maggior respiro.
Nonni, genitori, figli in età per provare hanno un'alternativa al solito, qualunque sia il sistema di voto in essere. Entrare ove è possibile ed occupare ogni possibile posizione. Con l'appoggio di genitori e nonni, nonché dei giovani.
L'adulto che si ponesse la questione dell'esperienza che ancora non si è ben formata nel proprio giovane, dovrebbe considerare a chi affida la propria fiducia, da chissà quante tornate elettorali. Posto il proprio giovane a confronto con un eletto di attuale sistema, quest'ultimo merita più fiducia del giovane di casa o del quartiere?

A casa i carrieristi e al loro posto i giovani, da quelli ai primi incarichi in su a quelli che hanno già dimostrato buone qualità.


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